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J-honKEY - ... Come Io Ho Amato Voi (2006)

Sulle orme fisiche ed ideologiche del Maestro,
tra forti onde non servon liriche illogiche ma estro,
tasto destro per visualizzare tutte le opzioni,
tasto il resto e rischio di farmi ammazzare
da pungiglioni, da porzioni di arpioni e finzioni,
carponi scopro funzioni di me stesso,
scarponi allo scopo che tutto funzioni,
quando spesso,
la strada in salita nasconde burroni,
abbiamo saputo essere burloni
e stringere adesso i bulloni che ci univano,
nell’universo dove i nostri orecchi udivano,
grida in cerca di un’ancora che ancora sfidano
l’indifferenza, come allora si fidano
della Provvidenza, senza,
compagni di viaggio avrei ignorato l’essenza,
il raggio d’azione della nostra presenza e missione:
anche noi in quanto persone
avevamo bisogno gli uni degli altri,
di aiutarci in una vita di alti e bassi,
di rifiutare pesanti sassi e fiutare la catarsi,
provare ad alleviare pianti e lacrime,
ch’Egli versa sulla sua terra madre esanime,
sulla guerra di anime che come fosse un fossile
diamine, giace gracile e forse immobile
sotto la sabbia dei mari,
nella nebbia nuovi fari,
fuori e dentro fanfare militari,
con strumenti vari, non solo musicali,
fan fare sorrisi in luoghi in crisi, d’odio intrisi,
farfalle fan falle nella durezza dei visi,
solo con coerenza e pazienza vinco ed evinco,
che ogni violenza nasce dalla violenza,
come per Virchow:
“Omnis cellula ex cellula”,
se in cielo accelera eccelle la
libellula, di emozioni non è virgo,
pare non sbagli una virgola,
ma la libera Wirkung,
delle sue ali quando circola,
ne tradisce la natura primitiva e spicciola,
privativa di collaborazione,
inventiva ed innovazione
lasciano posto ad alienazione e indipendenza,
direzione opposta del movimento,
per superare quindi la pendenza,
soluzione e risposta in ogni momento,
è violenza che genera della violenza,
sul mio cuore in tormento questa esperienza
ha attecchito, mi ha molto arricchito,
grazie ad ogni amico per la presenza,
di primo acchito
ho capito che c’è chi è morto stecchito,
pur di rifiutare un magro bottino, anzi rachitico,
capitolo, se temo sia l’ultimo fatidico capitolo,
che il lieto finale sia vestibolo del patibolo,
che fiale di antidoto siano solo un pericolo,
ogni piccolo gesto di aiuto ad ogni piccolo,
non risulta frivolo bensì stimolo
nel cammino verso il solo Dio,
non solo io do forza a questa voce,
tutti noi come gocce
cerchiamo la sola foce capace
di rifocillarci, dove lasciarci
alle spalle stracci lerci e marci,
usati per conservarci puliti nel profondo,
capaci di amarci gli uni gli altri e perdonarci,
di mai disperare a tutto tondo e di sperare
fino in fondo in un nuovo mondo. [eco]
[di mai disperare a tutto tondo e di sperare
fino in fondo in un nuovo mondo.]