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Mazzo feat. J-honKEY - Genesi Pt. II (2006)

È sempre questione di “-logia”,
se togli il “teo-” e metti il “bio-” il reo è sempre Dio.
È lui che ha messo basi biologiche con la cellula,
che l’uomo stesso può plasmare con grazia di libellula.
Io credo che lo strumento è il cervello e il sentimento è un orpello,
che in questi casi si usa come un mantello
per proteggersi dal proprio timore verso il creatore divino
che ci guarda e ci minaccia col dito.
Io lo prego ma non lo temo e non temo il suo fulmine.
Sarò blasfemo ma non seguo le sue parole, neanche fossero le ultime.
Io non ho tema e tengo ritta la schiena, la mia coscienza,
al profeta che professa la pena io preferisco la scienza.
Ho la mente avida di conoscenza e l’anima stessa
che la anima, partorisce mille idee perché è gravida
e impavida, cammina su ogni terreno tipo adidas,
e se dici che è blasfemo il suo genio lei non si agita.

Non dubito dell’amicizia che ci lega,
Dio, subito propizia e c’è chi la nega,
chi annega e sevizia le mie ragioni,
lo rinnega ma se vizia con imperfezioni
i suoi attacchi io rimango in superficie,
ergo spauracchi rimando su perfidie,
perdo paura e smacchi limando super-insidie,
insite in almanacchi allo sbando in sfide
infide come a scacchi, al bando invidie,
inedie danno scatti d’ira dando gioia tenue,
tenie fanno misfatti diradando ispide inezie,
interrogativi e patti cui l’aspide oppone inerzie,
poste nuove limpide domande dai tratti anziani,
posposte a risposte parziali, mi pongo in gioco,
proposte prove di bande e contatti spaziali,
imposte batoste ai marziani, la prova del fuoco
con marziali reazioni a spiegazioni,
esclusivamente di relazioni biologiche,
sostanziali illusioni ed abnegazioni,
sostanzialmente illazioni illogiche.
Parlano e danno dignità di vita a dello sperma.
Come faccio a interrompere una vita se questa è eterna?
Fabula da caserma che permea nella cisterna
gote alcoliche da taverna, cuore gelido che ora sverna.
Se la vita è un dono come tale è tale mia per diritto, [già!!]
non è mica un delitto, il mio corpo non è mai stato in affitto.
È per me e per chi decido se incido un embrione,
non uccido se mi fido del cuore e delle persone.
Io credo che sta alla propria coscienza fare una scelta,
rispettando chi la pensa diversa e non chi non pensa.
La vita al giorno d’oggi è violabile e non ci piove,
in gabbia come un volatile, heey!… Ciò mi commuove!

Crescendo in mezzo a dubbi ho trovato certezze,
piangendo spesso io ruppi in privato amarezze,
trascendo dolori brutti non privato di carezze,
se scendo tra i tumulti adagiato in braccia avvezze
a brezze, senza brecce e mai avvizzite sono al sicuro,
respiro tra trecce e spire intirizzite di un colubro,
non spiro e regge a schegge impazzite l’affiatamento maturo,
protegge come cortecce più di quello tra Lorella e Columbro,
Colombo della biologia indago e scopro una regione,
non corrompo la teologia allo scopo di aver ragione,
col rombo la vita mi chiama a capir la cagione,
il rimbombo di Dio è religione, non si può carpir con la ragione,
il rombo è soave rumore, né legione, né losanga,
compongo a Losanna o dovunque con ardore l’osanna,
per chi mi ha insegnato l’amore, per chi l’emana e l’osanna,
so che morirei per alcune persone, amare sana ed è manna.

Ma nonostante tutto questa volta,
anche se per il sottoscritto
DNA sta per Dio Non Ascolta,
riconosco la sua mano divina su tutto questo,
a lui è bastato un gesto, tocca a noi fare il resto… [eco]