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J-honKEY - Parole Vuote [Secondo Round] (2006)



Intro

Oh MeS, m’è venuta un’idea! Ricordi che ci hanno detto di fare un pezzo orecchiabile (?), di facile ascolto (?), che magari potrebbe anche essere passato in radio… Beh, sai, questa cosa m’ha fatto venire… un’idea per un pezzo…



Il falco è di nuovo a caccia,
scorge solo robaccia,
chi non ha il suo occhio taccia,
se non vuole un’occhiataccia in faccia
che sopprima, so prima
che un prodotto esca, se sarà solo un’esca
per ingenui dalla lingua grottesca e farsesca,
lo capisco dalla testa dell’autore,
piena d’acqua fresca, vuote invece le parole,
in vece di console
ti insegno le più consone a banderuole,
della tua specie mutevole,
voci malevole parlano di riuscire:
sì, usciranno di nuovo di scena,
con la loro musica oscena
devono andarsene, o darsene
fino a morire di cancrena,
ho darsene ma remo di buona lena,
ho la pelle dei palmi a brandelli,
mi parli di demo e penso a Morselli,
non temo i tuoi ricchi borselli,
bensì né più né meno i modelli
di parole vuote senza inventiva, quelli
di chi muove le ruote della mia invettiva,
[evviva!!], l’album è uscito,
il duo inscindibile ci è riuscito,
prescindo dal plebiscito,
scindo con sciabole lo scibile,
dai premi e cito,
la sola morale possibile,
scendo tra bambole e favole
con passo riconoscibile a menadito,
vendo dal basso la merce inconfondibile
che ho cucito, terribile rito lontano dal Ritòm,
dall’altezza che mi compete,
chi compete per un titolo,
si differenzia da voi che componete,
parole e un titolo con monete,
come solo argomento,
come loro non contenete, nulla al momento,
criminali con movente in continuo mutamento,
la vostra fine commovente mi è di giovamento,
il ringiovanimento di vecchi problemi e poemi,
è argomento dei nostri testi seri e blasfemi
secondo la logica del mondo odierno,
che dispotica vuole odio eterno e qua l’inferno,
sul mio quaderno
ne faccio oggetto di aspra critica e di scherno,
mentre la tua mente dal contenuto scarno,
ignora le stragi ancora compiute
nell’era dei computer,
anziché lavare i panni in Arno,
prova a discutere e formulare frasi compiute
e testi impegnati, in caso contrario ti disarmo!
Siamo stonati? Intonaci!
Hai muri scrostati? Siamo intonaci, donaci,
un motivo per lasciarti il tuo unico scalpo,
per donarti scampo
se un ragno ti tocca con un sudicio pedipalpo,
non dubito sia il tuo ultimo palpito,
scendi subito da quel pulpito, scalpito!
Quale evoluzione? Sempre nella stessa posizione
hai piaghe da decubito,
se non cambia la situazione, entro in azione
e in due righe vaghe ti decapito, [capito?]
sono spranghe a tuo discapito,
chi ti tange ha il tuo recapito.
Sei scapolo! [Recepito?]
L’Hip Hop non ti ha sposato,
nello scampolo rapito
di tempo rapido ha rifiutato,
sei spossato e senza scampo lo,
capisco dallo sguardo che hai spostato
e dal tuo rantolo, tanto lo,
so che non entrerai nell’Olimpo alla fine,
è più facile che per la cruna
di un ago passi una grossa fune,
non cementi alcuna delle discipline,
eppure ti cimenti [ti ci metti]
nelle quattro o come minimo in un triathlon,
chiedi il prolifico gene di Priamo
come dono di genetliaco,
ottieni un gene in bilico come un plico
o la tua carica di sindaco
e questo polisindeto
e un occhio color indaco,
non ancora guarito
da quando hai fatto il figo in da club,
insisti nel far l’antico ellenico
e ti atteggi a Sibarita,
vaneggi su Sibari, sui sigari,
non leggi e consideri ogni sigaretta saporita,
ti assideri e sei un sapròfita che s’approfitta,
cerchi triadi di driadi
per sembrar super-lascivo,
incespichi su un beat di Dr. Dre
a dir poco superlativo,
il rap è terreno super-sativo,
ma se ergi un terrapieno da super-divo,
frani ed hai l’effetto di un super-lassativo,
non aspetto e compro un super-catino
a un mercatino così concimo per primo,
continuo ad essere super-attivo,
a intessere le parole che scrivo,
con interesse ti supero e vivo,
sopravvivo e resto in forma,
apprezzo chi con parole piene informa,
non ha prezzo il favore reso da chi vi inforna,
non potete comprarmi,
vi cuocio e vi cucio la bocca adorna,
non compro armi ma non provate a provocarmi
altrimenti vi disintegro i denti,
integro suoni spenti come a mate
con impeto le funzioni di venti studenti,
vi considerate armate,
ma ignari ignavi odiate come amate,
resto integro di fronte
a eventi tremendi e venti frementi,
figuratevi far fronte a dementi deficienti
quanto mi possa risultare facile,
senza fucile ridotti in cenere,
l’azione agile e celere mi fa felice,
vietato eccedere, non rinascete come la fenice,
scordatevi una cornice, si dice
io sia disposto a uccidere se necessario,
mi sposto e posso incidere sul tuo magro glossario,
cessarlo o gessarlo,
ti mostro il tuo posto: l’ossario!
Commemorato durante l’ottavario
sbarchi il lunario ma pretendi un aureo onorario,
peccato sia troppo lontano l’Ontario, lottavamo
per lo statuto di gruppo volontario,
nel tempo di uno starnuto
vorresti l’onta su chi lotta per un vocabolario vario
senza chiedere un salario,
se una lonza mi affronta svario
tra gli argomenti ispirandomi
a colui tra i poeti
che più vorresti visionario, spii random i,
poemi o solo uno dei suoi poetici
testi per revisionarlo, inspirando mi,
difendo da dubbi poietici e dalle fiere
indegne persino di visionarlo, rischiarando a dì,
la selva le fiere menti non rischieranno lì.
Siete patetici!!!
Genti da fiere popolari che ogni anno,
scrivono fieramente testi simili a SMS,
e se è MeS a punirvi ne ha pieno diritto
e vi provoca narcosi e necrosi [SOS],
nessuno di voi sta diritto,
ma se anche soffrite di scoliosi, lordosi o cifosi,
vi raddrizza [se solo ci fossi!!], se anche
non ci state dentro neanche subendo un’endocitosi,
unendo schifosi elimina chi agonizza,
da vero agonista con versi velenosi puntualizza
gli errori di chi estremizza [egoista!!!],
non immaginate quanto simile una Vipera aspis sia,
a lui che con stizza vi provoca asfissia,
attenti, si mimetizza, se soffrite d’allergia
al veleno o dislessia, MeS con allegria
sereno vi frigge e deride,
la nostra milizia infligge ferite,
a chi mitizza troppe vite,
siamo militi con mitezza,
se non sei vile,
ma se militi nella mondezza,
sarai servile nel servire
da cibo ad un organismo saprofago,
dopo che ti avremo rinchiuso con stile
e cinismo in un sarcofago!

Outro

In un sarcofago!!!

Uahahahahahahahahahahahahahahah…

… J…